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Non so spiegarlo.

Conservo sempre belle parole per te e, sopreso,
mi trovo ad immaginare che la tua voce sia qui,
adesso che cerco verità, adesso che chiedo verità,
adesso che non riesco a dimostrare la verità.
Sorpreso a chiedermi perchè proprio tu, in fondo chi sei?
cosa ne sai? cosa sai di me?
Eppure quando ho voglia di capire e di chiedere,
quando ho voglia di risposte, penso a te.
Non è un periodo facile, non è un momento leggero,
ma a questo ci sono abituato.
Sono meno abituato a vivere contesti mediocri,
dove tutto viene valutato sulla base di pettegolezzi,
voci, stati umorali, invidia, chiusura, paura.
A volte mi trovo a guardare questo contesto spento
e mi dico "ma io che ci faccio qui?".
Vorrei andarmene, in quello stesso istante.
Poi credo che non sia ancora arrivato il momento giusto,
l'attimo per la grande uscita di scena, la porta chiusa da vincitore.
Rifletto, assumo atteggiamenti, elaboro strategie e forse
porterò a casa il mio risultato.
Ma non avrò un sorriso per nessuno,
avrò un sorrisso solo per i miei occhi quando
forse incontreranno i tuoi.
E allora ancora parlami e spiegami,
se sei davvero tu qeulla che può farlo.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 21:24
del giorno: martedì, 29 maggio 2007
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Non è un sogno
Sorpreso a guardarmi le mani,
mentre distruggevo il presente e costruivo un ipotetico domani.
Mi sono trovato a rubare sogni alle vite degli altri
incontrati per caso o cercati con cura,
e ho loro offerto il migliore spettacolo del più grande illusionista,
Mi sono sorpreso ad accorgermi che c’era trucco e c’era inganno,
e mi sono sorpreso a svelare sia il trucco sia l’inganno.
Mi sono sorpreso nel vedere che il cemento diventava spiaggia
e il grigio del cielo diventava mare blu,
ma ero illuso e non osservavo che il cemento era palude e il grigio era fango,
tutto pronto per far affondare la migliore delle illusioni.
C’era trucco e c’era inganno.
Mi sono sorpreso a distruggere il presente per costruire un domani,
e ora capisco l’affanno inutlie di chi costruisce sul fango.
Ero convinto di poter volare,
ma non vedevo che il braccio era nudo e non c’erano ali.
Ma adesso, è adesso che so che posso andare e volare perchè non distruggo,
ma vivo il presente intensamente.
Ho chiesto, ho voluto e ottenuto di essere l’ariete che irrompe
e mi sono trovato ad essere spesso una luce inopportuna
pur se nel momento di buio.
Sono il ricordo che alcuni conservano e conserveranno per sempre,
sono il passaggio diverso, sono il momento diverso,
sono l’illusione del cambiamento, la speranza nata e svanita.
Sono stato, e non voglio esserlo più.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 07:38
del giorno: venerdì, 25 maggio 2007
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Eppure dovrei conoscermi...........

......e sapere che prima o poi arriva.
Lo so, sono fatto così un perfetto mix tra capacità costruttiva e facilità di distruzione.
Dovrei conoscermi, sapere che la rabbia quando arriva mi sale fino ad invadere il mio corpo e la mia testa di veleno, che mi immobilizza e mi spinge allo stesso tempo, perfetta contraddizione della già dualistica mia personalità.
Io lo so che questi momenti arrivano, dovrei prevederli, dovrei gestirli, da abile stratega quale sono.
Dovrei dominare la parte istintivia di me. Eppure non ci riesco.
Mi hanno detto alcune cose interessanti in questi giorni, mi hanno detto di mettere da parte la mia dignità, mi hanno detto che "tanto è così", Kà è stata come uno specchio e Cat mi ha persino tracciato il profilo del mio segno zodiacale (praticamente un disastro perfetto).
Ma io non c'è la faccio, c'è una soglia superata la quale scatta il mio attacco, implacabile.
Mi chiedo perchè io non riesco ad essere come gli altri che sopportano tutto e di più? Forse sono io più debole di loro? sono io più stupido di loro?
Mi rispondo guardando i loro occhi e incrociando i miei nello specchio. Loro sono visibilmente falsi, spenti non brillano.
Io vedo ancora gli occhi di un bambino pieni di entusiasmo, spasmodicamente attaccato alle emozioni, ai sogni a quella maledetta adrenalina che non mi fa dormire.
E allora capisco e mi dico "Non ci provare neanche a placare la tua indole, non sarai mai in grado di rinunciare ai tuoi occhi".
E quindi si va, come un surf che gareggia con altri, e più il vento si agita e il mare si increspa ....e più si corre.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 19:08
del giorno: sabato, 19 maggio 2007
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Dear Mama
Ho tolto la mia maschera, l'ho appoggiata lì sul tavolo vicino al calendario.
Casualmente lo sguardo scruta i giorni passati e mi rendo conto che è passata la domenica di maggio dedicata alla rosa più bella: la mamma.
Non ti ho chiamato, non ti ho fatto gli auguri perchè la distanza e i pensieri e la vità mi offrono sempre poco spazio per pensarti.
Tu mi conosci, non te la prendi, dici che non è importante perchè lo sai che ti amo...sempre.
Allora a te mamma, che la vita mi porta a non viverti mai abbastanza per conoscerti davvero.
Ora che potrei conoscerti non come figlio, come bambino, ma come un uomo che ha gli occhi in grado di vedere una donna con la sua storia, le sue verità i suoi pensieri.
A te mamma, che mi hai sempre dato l'illusione di avere la forza per vivere lontano dal proprio sangue, lontano dal propio cuore, lontano dalle proprie radici.
A te mamma che mi hai sempre fatto credere quello che mai nessuno ha saputo fare: essere più forte di me.
M.
commentato da: ALTRO
alle 21:57
del giorno: lunedì, 14 maggio 2007
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Il Buono, Il Brutto e il Cattivo
Mi scuso se sarà il post più lungo che scriverò, però io sono un pò confuso.
Nasco e cresco in un contesto molto difficile fatto di furti, violenza, prepotenza e anche forme di rispetto tutte da interpretare.
Io l'ho sempre definito un campo di addestramento.
Mi sporco di quest'ambiente e ne esco, pieno di nozioni su cosa fare e cosa non fare nella vita, pieno di ambizione e fame di riscatto sociale che ancora non mi mollano.
Tra le cose fondamentali che mi porto dietro c'è il rispetto per le cose altrui e quindi il forte disappunto nei confronti di azioni come furti, danneggiamenti, atti di vandalismo.
Però non vivo sulla luna e so che queste azioni purtroppo sono frequenti e che, per la legge dei grandi numeri, possono prima o poi intaccare anche te ed è inutile credere di vivere in isole felici.
Così è sato.
Bene, accetto, ci può stare, prima o poi sarebbe capitato.
Però attenzione ci può stare anche che tutto questo risvegli in me istinti primordiali come la caccia e la vendetta, attitudini che ho sviluppato e che mi porto dietro proprio per il contesto in cui sono nato e cresciuto. Ed è difficile sradicarli.
A questo aggiungo che forse sono un uomo fortunato e allora ecco che cacciando e con un pò di fortuna trovo sulla mia strada gli autori di un gesto subito e assoutamento non gradito.
2 ragazzi, non importa di quale provenienza, uno scappa ma l'altro le prende e tante.
A questo punto (uso metafore cinematografiche per sdrammatizzare) dovrebbe scattare il riff del film bellissimo di Sergio Leone ed il regista dovrebbe scrivere sotto il mio volto in primo piano "Il Buono" e sotto il volto del fenomeno che le stava prendendo "Il Cattivo".
Forse però sono più fortunato di quanto immaginavo e infatti arriva la Police, due agenti che fisicamente non sarebbero in grado di difendere nessuno (1,70 x 100 chili tutti sbilanciati sulla pancia).
E qui il nostro regista poteva far partire il riff e scrivere sotto il viso del poliziotto "Il Brutto".
Per farla breve mi vogliono portare in caserma per lesioni e altre cose farfugliate tra se e ma e ipotesi di omicidio, mah!
Dico "Scusate ma io dovrei essere il buono, lui il cattivo e, riolgendomi al poliziotto, tu il bru........" ma mi interrompo e lascio stare altrimenti davvero mi arrestano.
Passo un'ora a spiegargli chi sono, cosa faccio in questa società, cosa ho subito e gli racconto persino che quando uso l'autobus pago il biglietto!!!!!!!
Nel frattempo il ragazzo "cattivo" capisce la confusione e scappa a gambe levate e io guardo il brutto e penso "oltre che brutto pure coglione! e ti pago pure lo stpendio!".
Fortuna che un amico che era con me fa perte di un altro corpo armato e si trova spazio per intese e comprensioni, contro la mia volontà perchè non volevo credere che io ero diventato tutto tranne che "il Buono".
Difficile a credersi, ma non sono un violento e cerco sempre di evitare situazioni dove la violenza può prendere il sopravvento. Quindi stanotte ho dovuto fronteggiare anche i miei sensi di colpa per una reazione forse troppo istintiva e non solo....come se non bastassero i miei litigi col sonno.
Signore e signori, sono un pò confuso.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 09:22
del giorno: domenica, 13 maggio 2007
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Il dubbio

Sarà che nella mia bat caverna arrivano solo persone speciali?
Di sicuro non c'è posto per i santi, i giudici facili e gli accattoni di emozioni.
Lascio spazio a chi vive la propria vita consapevole delle proprie debolezze e dei propri limiti, ed è in grado esternarli con sincerità: è questa la vera forza.
E' come Bruce Wayne che ha il coraggio di diventare Batman, proiezione oscura delle sue debolezze.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 22:06
del giorno: giovedì, 10 maggio 2007
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Troppo Facile

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Non c'è confronto! ma dove va sto ragazzino?
Vinco facile, troppo facile.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 16:55
del giorno: mercoledì, 09 maggio 2007
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Gli incroci
Ci sono incroci nella vita dove la tua strada coincide con quella di altri.
In questi incroci la tua vita cambia in maniera irreversibile.
Aggiungi esperienze che non cancellerai e che entrano a far parte del tuo modo di essere, ti completano, ti arricchiscono.
Sono incroci che raggiungi nel momento in cui ti accorgi di aver camminato tanto e senti il bisogno di sederti per riposare un pò.
Discuti di piccoli conflitti, trovi improvvise passioni, assapori dolcezze o ti lasci andare a semplici chiacchierate con gli uomini e le donne che hanno percorso i tuoi stessi kilometri e sono giunti al tuo stesso incrocio.
E come te, si riposano un pò, ognuno sulla propria seggiola, come i pomeriggi d'estate nel sud, dove il sole illumina le pareti di calce bianca e il mare blu fa da sfondo al clima di quiete.
Parli con loro, rivivi la strada percorsa e condividi le difficoltà e le gioie viste e vissute.
Ti piace, ti senti a casa, il clima è davvero amichevole, sincero, senza alcun fine.
Poi senti le pressioni allentarsi, l'energia risalire e capisci che forse è giunto il momento di alzarsi dalla seggiola e riprendere il cammino.
Ti chiedi se incontrerai ancora le persone con le quali hai condiviso gli incroci del passato, ti chiedi dove finirà la tua strada e dove continuerà la loro.
Per adesso io mi sento ancora un pò stanco, resto seduto qui, chi vuole andare prosegua pure.
Batman
commentato da: ALTRO
alle 16:11
del giorno: domenica, 06 maggio 2007
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Oggi penso a Te
1 maggio, festa dei lavoratori.
E chi non lavora quando festeggia?
Io creerei il giorno dell’”Incazzatura per il lavoro”, l’esatto contrario della festa.
Durante il giorno dell’Incazzatura farei sentire la vera voce di chi vive i problemi quotidiani legati al lavoro.
Sentire durante il 1 maggio la voce dei cantanti, dei vuoti sindacalisti e dei soliti noti politici a me proprio non interessa.
Io voglio che urlino e che siano amplificate le voci di chi lavora sul serio.
E accanto a questi il coro perfettamente intonato e toccante di chi non lavora.
Ma dimentico che siamo italiani e basta un fiume di vino, una bella abbuffata ed echi di canzonette che ci passa tutto e ci fa ricordare che in fondo stiamo proprio bene.
Allora questa è per te:
a 60 anni perdi il lavoro, perché qualcuno ha deciso che era meglio intascare i finanziamenti per i progetti che avrebbero sostenuto la tua cooperativa.
Me ne parli e agisco e capiamo insieme che questo qualcuno si è accorto che ha dovuto dividere il bottino con troppe persone che gli hanno retto il gioco e la sua fettina di torta golosa è risultata talmente piccola da essere insignificante. E quindi ha dato segni di cedimento, è caduto sotto le tue pressioni e sotto le pressioni dei tuoi compagni.
A 60 ti guardo e vedo un uomo che ha sicuramente perso opportunità in passato, forse non hai mai avuto il “senso degli affari”, ma non ha mai perso occasione per rimanere integro nei confronti di te stesso prima di tutto e poi degli altri.
A 60 anni mi parli con gli occhi che si chiudono per la rabbia mentre pronunci parole come dignità, giustizia, rispetto e sei lì che corri per arrivare in fondo alla verità.
A 60 anni ti guardo, ti ascolto e ancora una volta sei stato il mio buon esempio.
Grazie Pà, da parte di un figlio indeciso sull’esistenza di certi valori.
commentato da: ALTRO
alle 18:06
del giorno: martedì, 01 maggio 2007
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